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I due Aironi
C’era una volta un vitigno, che prosperava solo sulle colline della vecchia Felsina, e forniva i vini bianchi apprezzati in tutto il territorio. Si distingueva dagli altri vitigni vicini per le sue bollicine, solo il cugino Lambrusco, in quel della vicina Mutina (Modena) condivideva la spumeggiante vitalità che temperava la grassa cunza (pesto) della quotidiana tigella, ma solo il biondo Pinus Laetus poteva accompagnarsi alle crescentine fritte, già allora simbolo della tavola felsinea. Gli anni e gli uomini passarono, le invasioni trasformarono Felsina in Bonomia e quindi Bologna, ma il vitigno variò poco: il suo nome ora è Pignoletto.
 
Nei secoli fu comunque sempre il monarca di quelle terre, ove dominò incontrastato i suoi famosi sudditi (alla cui nascita le malelingue dicono abbia partecipato): tortellini, tagliatelle e ragù, ma il suo fu un dominio locale e visse in pace col vicino lambrusco (lui sì, ma gli uomini no, tant’è che sui suoi terreni si combattè la sanguinosa battaglia di Zappolino coi vicini modenesi).
 
Era un monarca campagnolo, frizzante, ma non assetato di potere, forse un po’ rude, ma sempre generoso e allegro. Ai primi del ‘900 una grave malattia lo colpì, la Filossera, che lo ridusse al lumicino, solo negli anni ’60 riprese un nuovo vigore con cui non solo riconquistò il suo regno, ma iniziò contatti internazionali favoriti dai suoi fedeli ministri. Fra questi Due Aironi spiccarono il volo facendone conoscere i tre figli, tutti discendenti dallo stesso padre, ma con caratteri nettamente diversi: Il Classico Pignoletto, il più vecchio, che ha maturato almeno tre anni di esperienza nelle stanze delle fresche cantine prima di spiccare il volo per il mondo.
 
E’ ancora legato agli antichi metodi di vinificazione, ha fatto la sua metamorfosi, da uva a liquido intensamente dorato, al freddo e strettamente avvinghiato alle robuste bucce degli acini. Ha maturato nella tradizione ed è cresciuto irrobustendosi ed intensificando il suo corpo.
 
E’ un forte guerriero, che ha per compagni i primi piatti della cucina bolognese, le carni bianche ed il grasso pesce delle valli (epiche le sue battaglie con l’anguilla!!). Il Pignoletto fermo, giovane ma deciso, ha lasciato subito le botti paterne per farsi conoscere nel modo. E’ tranquillo, fedele compagno di primi piatti e formaggi, vero appassionato del pesce, specie se arrosto, che stimola all’allegria col suo elevato grado alcolico.
 
Il Pignoletto frizzante, giovane e brioso, deciso animatore di aperitivi, e pasti, sia leggeri che grassi. Riprende la vecchissima tradizione delle bollicine, ma in chiave moderna, spensierata e cosmopolita, viaggiando e facendosi conoscere in tutto il mondo. I DUE AIRONI sono i loro mentori e ministri, hanno curato il padre, hanno visto nascere i figli e differenziarsi nei loro caratteri ed ora li stanno accompagnando per il mondo dalla natia Castello di Serravalle. Li stanno presentando in tutte le corti del mondo, organizzano per loro serate di presentazione e conoscenza, li accompagnano fino alla magione di chi li vuole amare. Per rispondere a questi inviti non servono messi, ma il più comodo telefono od internet, diverrete anche voi fraterni amici di questi spettacolari ed istrionici vini, ricordando le lunghe storie del RE PIGNOLETTO.