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Giovedì 10 Settembre 2009 14:27
Scritto da Tiziana Giannelli
C’era una volta un vitigno, che prosperava solo sulle colline della vecchia Felsina, e forniva i vini bianchi apprezzati in tutto il territorio. Si distingueva dagli altri vitigni vicini per le sue bollicine, solo il cugino Lambrusco, in quel della vicina Mutina (Modena) condivideva la spumeggiante vitalità che temperava la grassa cunza (pesto) della quotidiana tigella, ma solo il biondo Pinus Laetus poteva accompagnarsi alle crescentine fritte, già allora simbolo della tavola felsinea. Gli anni e gli uomini passarono, le invasioni trasformarono Felsina in Bonomia e quindi Bologna, ma il vitigno variò poco: il suo nome ora è Pignoletto.
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